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Tecno-Logica

Ma basta con sta manfrina!!

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20 Maggio 2010: "No di Telecom al progetto 2010 Fibra per l’Italia"... ennesima diatriba su chi fa cosa, su come fare, chi non vuole fare, eccetera...

Ma BASTA!!!

Il sig. Ministro Romani e tutti coloro che a nome del Governo, delle varie Autorita', continuano a emettere comunicati, pareri e qualsiasi altra proposta sul tema della Ultra Banda Larga, dovrebbero fermarsi un attimo e tornare a fare il loro mestiere che e' quello di scrivere nero su bianco le regole, vero anello mancante se non addirittura la pietra angolare della costruzione della NGN italiana.

Invece di fare i mediatori, i facilitatori degli affari di aziende private, alcune tristemente al centro di scandali e scandaletti, tornassero a fare cio' per cui i cittadini li hanno messi li': lavorare per lo Stato e basta. Mettete i soldi, i pochi che avete, nella realizzazione del catasto delle infrastrutture e nella stesura di regole "universali", lasciate al mercato cio' che e' del mercato.

Lo Stato rammentiamo comprende l'intero popolo italiano, di cui alcuni anzi tanti, fanno gli operatori della Comunicazione, con dimensioni e finalità diverse ma strettamente legate alla qualità della politica industriale e dei progetti "politici" d'innovazione del sistema paese. Ci si aspetta per tanto che le regole che verranno scritte non siano frutto di una "falsa" urgenza, mamma di tanti faldoni giudiziari, ne che si possa adombrare che siano regole per qualcuno (i soliti tre o quattro) e non per lo Stato ovvero per tutti.

Noi di Assoprovider esigiamo il "diritto" al centro della vita di questo paese. Abbiamo ribadito numerosissime volte che il progetto Caio non debba costituire il punto di partenza ma quello di arrivo,  che vengano accolte le idee più illuministiche del panorama internazionale sul tema delle NGN, dove gli unici progetti realizzati e funzionanti sono cresciuti dal basso, dalla domanda dei cittadini e delle comunità.

Basta a forme di pensiero gerontocratiche che credono che le nuove reti debbano ricalcare schemi di gestione e controllo delle vecchie TLC. Basta con cervelli cotti fermi ai tempi delle ciminiere che pretendono di pensare al futuro tecnologico del paese.
Internet ha dimostrato e lo fa ogni giorno ancora adesso, che si puo' fare, indipendentemente dalle dimensioni delle iniziative, un'unica rete di tante reti. Internet ha dimostrato che servono competenze e velocità decisionale mentre invece si legge ancora di progetti che prevedono anacronistiche  megastrutture gestionali, con decine di persone e sedie da riempire.

Marco Liss
Consiglio Direttivo
ASSOPROVIDER


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FTTH council 2010 a Lisbona 24-25 feb

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Arrivato, non dopo parecchie peripezie: un volo cancellato per cause tecniche, di conseguenza pomeriggio andato a vuoto, nuovo volo prenotato per l'alba del giorno dopo in altro aeroporto ma poi posticipato di 8 ore, conseguente spostamento di nuovo su altro aeroporto per prendere quello delle 12,20 e finalmente arrivare sfinito.

Eccomi a Lisbona, per quel poco di città che intravedo dal finestrino del taxi nel tratto aeroporto - polo fieristico, sotto un cielo plumbeo, potrebbe essere qualsiasi metropoli.


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800 milioni, il miraggio del ridicolo...

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All'ultima riunione a cui ho partecipato, svoltasi negli uffici del Ministero delle (ex) Comunicazioni a Roma, il tema è stato il solito: le nuove reti di ultima generazione e quali driver per il loro sviluppo.

La cosa che mi ha colpito è che per la maggioranza dei miei colleghi presenti il tema delle NGN è vissuto come di vitale importanza, e su questo sono certo d’accordo, ma al punto che vorrebbero che sia quasi obbligatorio per il cittadino diventar "digitale", diventare fruitore di servizi puramente on-line.

Mi sono permesso di alzare la mano e chiedere la parola per evidenziare che probabilmente c'e' una fetta di persone che del digitale non importa nulla, per scelta, per filosofia, per necessità non rilevata. Chi mi conosce sa quanto spenda il mio tempo nel portare avanti la necessità di sviluppare nuove reti, nuovi modelli di servizi, e quindi non sono certo il tipo con il freno a mano tirato, ma aver fatto tale affermazione e vedere i visi meravigliati dei presenti al tavolo mi ha anche un po' divertito, lo ammetto.

Ma questo piccolo fatto racconta purtroppo come viene affrontato il tema delle Next Generation Network nei salotti e ai tavoli di governo.


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Manifesto

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Come non aderire a questo invito? La migliore crociera a cui il viaggiator aspira è quella che lo porta sul mare della Liberta'.

 

 


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NGN e DTT, lo strano strabismo di Calabrò e Romani

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Next Generation Network e Digital Terrestrial Television, due che temi interessano una parte consistente degli italiani, sopratutto quelli impegnati in piccole e medie imprese, ovvero l'ossatura della stessa italiaca economia, quella sana naturalmente rispetto ai colossi dai piedi di argilla che tanto imperano sulle labbra dei tecnocrati e nelle comunicazioni agli azionisti.

Nel mondo economico delle PMI si vive costantemente col freno a mano tirato, ma non perche' il conducente dell'azienda vuole cosi', ma perche' qualcuno da fuori fa di tutto per frenare questo importante mezzo produttivo. Questo qualcuno ha un nome e cognome, anzi sono due soggetti che fanno coppia, uno fa il viceministro l'altro il presidente dell'autorità di garanzia delle comunicazioni (AGICOM).


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